Il calcolo agli elementi finiti con software bidimensionale rappresenta una delle metodologie più precise per la determinazione della trasmittanza termica lineica dei ponti termici.
Mentre infatti, con l’utilizzo di abachi e atlanti di ponti termici, bisogna rifarsi ad una delle tipologie calcolate, quella che più si avvicina al caso in esame, con questo procedimento viene disegnato e analizzato in ogni suo dettaglio il caso studio reale. Questo si rivela molto utile, sia con strutture e stratigrafie particolari, sia quando le condizioni al contorno differiscono dalle casistiche standard.
Con questa metodologia di calcolo, oltre a determinare il coefficiente lineico del ponte termico, quindi l’extra flusso energetico, si può valutare se ci sono parti del componente edilizio in cui esso si presenta a rischio di formazione di  muffa o condensa.


Il calcolo agli elementi finiti viene utilizzato in diverse situazioni:

 

  1. Progettazione di nuove costruzioni:

L’analisi dei nodi tecnologici in progetto, soprattutto nei casi di certificazione volontaria del fabbricato con i protocolli di qualità PassiveHouse e CasaClima, deve essere fatta obbligatoriamente con un programma di studio agli elementi finiti in modo da garantire temperature superficiali nei punti più critici che non consentano la formazione di muffe o condensa.

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  1. Progettazione di interventi di risanamento e ristrutturazione:

Ancor più importante, qualora si voglia intervenire sull’esistente, ed in particolar modo su edifici che non sono mai stati isolati termicamente, è la riproduzione del caso reale attraverso questa metodologia di studio per poter analizzare la variazione delle condizionia seguito dell’intervento in progetto.
Spesso infatti, quando si decide di fare interventi parziali non supportati da calcoli specifici, ci si trova ad avere, dopo l’intervento, una condizione ben peggiore di quella per la quale si è intervenuti (con rischio  di formazione di muffe e condense o incremento del ponte termico)

 

  1. Redazione dell’attestato di prestazione energetica di un edificio (APE):

Con l’entrata in vigore, il 2 Ottobre 2014, delle nuove norme UNI/TS 11300 parti 1 e 2,nella certificazione energetica degli edificie nella redazione della documentazione energetica (ex. Legge 10), non è più possibile utilizzare la maggiorazione percentuale delle componenti edilizie per il calcolo dei ponti termici. Le due tipologie di calcolo ammesse sono l’utilizzo di atlanti dei ponti termici e il calcolo agli elementi finiti. Anche in questo caso, questa metodologia rimane preferita, in quanto gli atlanti, dovendo anch’essi rifarsi a tipologie edilizie predefinite, rischiano di dare valori molto lontani alla realtà.

 

  1. Diagnosi energetica di un edificio esistente

Quando si realizza una diagnosi energetica di un edificio esistente, ed in particolar modo di un condominio, è consigliato utilizzare il calcolo agli elementi finiti. Un errore di calcolo di un ponte termico, ripetendosi questo magari anche 50 volte in un condomino di medie dimensioni, può determinare unaprestazione energetica molto distante dalla realtà. In particolar modo, con la nuova normativa, che impone che nella diagnosi di un edificio la determinazione della prestazione energetica sia molto simile a quella rilevata nei consumi degli utenti, si rischia di andare a correggere parametri esatti per raggiungere quel livello di precisione richiesto.

 

  1. Diagnosi per presenza di muffe e condense:

L’ultimo e forse più importante campo di applicazione dello studio agli elementi finiti è l’analisi di situazioni esistenti in edifici, spesso di costruzione recente, che presentano problematiche. Il caso più comune sono abitazioni isolate termicamente in cui si vengono a formare muffe e condense. Dopo aver monitorato l’ambiente interno ed esterno per un tempo consono, rilevando quindi i dati di temperatura e umidità relativa, è necessario riprodurre nel software l’edificio e analizzarne i punti critici inserendo i reali valori misurati di temperatura e umidità. Questo procedimento, eseguibile solo con uno strumento di calcolo agli elementi finiti, permette in primo luogo di determinare le cause della formazione di muffa e condensa, ed in secondo di studiare gli interventi utili a risolvere o diminuire il problema.

 

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