Come enunciato nel Dlgs 115/08 la diagnosi energetica è una procedura sistematica volta a:

  • • Fornire un’adeguata conoscenza del profilo di consumo energetico di un edificio o di un gruppo di edifici
  • • Individuare e quantificare le opportunità di risparmio energetico sotto il profilo costi-benefici
  • • Riferire in merito ai risultati 

Questa analisi si rivolge quindi a coloro i quali, abitando in edifici datati, vogliono ridurre i costi del riscaldamento attraverso interventi di miglioramento della prestazione energetica ed è resa obbligatoria per chi deve sostituire impianti di riscaldamento con potenza superiore a 100 kW.
Essa si distingue della certificazione energetica dell’edificio in quanto si basa su dati di consumo e modelli di utilizzo dell’edificio reali. Mentre infatti, quando si certifica un edificio, vengono applicati dei profili di occupazione standard, ad esempio la temperatura interna dell’appartamento pari a 20 °C, nel processo di diagnosi, vengono utilizzate apposite strumentazioni (vedi “monitoraggio termoigrometrico”) che permettono di partire da dati reali sia per quanto concerne le temperature interne ed esterne, sia per le prestazioni energetiche dell’involucro. Questo metodo permette di arrivare a quanto richiesto in normativa, ovvero la congruenza tra la prestazione energetica stimata e i dati di consumo (bollette).
In questo caso l’obiettivo è l’individuazione e la verifica di fattibilità e convenienza di singoli o gruppi di interventivolti al risparmio energetico, e quindi economico.
Dopo aver testato la fattibilità di ogni intervento, per ognuno di questi viene stimata la riduzione del consumo di combustibile, calcolata di conseguenza la riduzione dei costi e valutato il tempo di ritorno dell’intervento.

Quando si decide di intervenire sull’esistente è bene rivolgersi ad un tecnico specializzato che abbia le competenze per valutare le conseguenze e i relativi rischi di interventi di risanamento energetico.
Per quanto sia infatti essenziale intervenire per ridurre i costi e per vivere in ambienti più salubri e confortevoli, agire senza un progetto completo e calcolato può portare più disagi che benefici.
In edifici che non presentano nessun tipo di isolamento, riferendosi quindi al parco edilizio costruito entro il 1976 (anno di entrata in vigore della legge 373/76), anche interventi di piccola entità possono portare a riduzione drastiche dei consumi. Intervenire quindi con rigore e secondo un progetto ben studiato, può portare a risparmi economici altissimi.
Nell’ambito del risanamento e dell’intervento sull’esistente, sono nati dei protocolli di certificazione volontaria, paralleli a quelli precedentemente esposti relativi alle nuove costruzioni (vedi “Progettazione passiva di edifici” e “Progettazione a “basso consumo” con direttiva Casaclima”) atti a garantire la qualità dell’intervento e la costruzione a regola d’arte.
Questi protocolli sono principalmente due:
CasaClima R
Esempio di appartamento risanato
Che cos’è la certificazione CasaClima R?

EnerPHit
Certification Criteria for Energy Retrofits with Passive House Components